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Messaggio  bluesangel il Ven 23 Feb 2018, 13:19

ultimamente mi sto appassionando degli spin off di casa mattel, specialmente all'azienda Cipsa messicana e quella spagnola Congost. Complice il fatto di aspettare , con ansia un doctor Drago proveniente da uno scambio con un utente del gruppo, ho visto che tale personaggio ha impresso sulla schiena il Made in portugal (fabbricato in portogallo).
Nei post di questo gruppo ho però visto che ci sono dei personaggi, sempre Cipsa, che invece hanno impresso sulla schiena Made in Mexico (logisticamente più giusto, dato che l'azienda è Messicana).
La Congost invece riporta sul fondo di ciascun personaggio la stampa Made in Spain (fabbricato in Spagna).
Adesso vorrei capire dai più esperti come mai un azienda che già non navigava nell'oro si è avvalsa di far produrre in Portogallo personaggi che , vista la distanza avrebbero avuto, in teoria, prezzi più alti per l'importazione..
Insomma, spero abbiate capito che mi suona strano che alcuni personaggi siano stati fabbricati in posticosì distanti, per un mercato ristretto come il Messico, che , mi risulta non abbia mai esportato i suoi personaggi, come invece ha fatto la mattel con i made in hong kong ...
riporto le forto delle varie fabbricazioni. i primi due sono della cipsa, il terzo della congost..
grazie in anticipo!!!!

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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  daredavid il Sab 24 Feb 2018, 19:30

Una bella osservazione quella sul Made In Portugal. Ritengo che non sia facile dare una risposta al quesito, ma fare una serie di ipotesi non ci costa nulla.

Mentre per Congost sappiamo con quasi assoluta certezza che il regime Spagnolo di quegli anni imponeva una produzione esclusivamente propria, scegliendo un'azienda che sebbene con risultati mediocri riguardo le plastiche utilizzate, abbiamo presente tutti le ascelle di alcuni Big Jim Congost, è tutt'ora presente sul mercato Spagnolo dei prodotti in plastica [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] , quindi non poteva essere che Made in Spain.

Per quelli Messicani prodotti in Portugal si possono fare varie ipotesi, crisi del settore plastico in Messico in quel periodo, ma se non ricordo male, se ne parlò sui forum, ci fu anche un episodio di distruzione delle fabbriche Messicane CIPSA a causa di incendio e probabilmente la produzione chiese aiuto ai partner commerciali più convenienti e non è da escludere, vista anche la storia dei rapporti tra la penisola iberica ed il sud america, che in quel periodo gli fu più conveniente importare dal Portogallo che dagli U.S.A. o da qualsiasi altro posto producessero il Big Jim.

Cmq il mio è un discorso molto semplicistico, ma avendo tempo, cosa che manca sempre più, si potrebbe fare una ricerca approfondita sia sui rapporti commerciali del Messico a quell'epoca, che sulla veridicità del discorso incendio fabbrica CIPSA...
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  Fab Jim il Lun 26 Feb 2018, 02:15

c'è un attimo da chiarire una cosa.......partiamo per gradi .

E' errato associare il Made in Mexico per forza al marchio CIPSA .......qui si parla degli stabilimenti AURIMAT Messicani  a cui già la MATTEL  si appoggiava per testare i suoi nuovi prodotti , difatti tutto il primissimo lotto di Big Jim MATTEL è stato fabbricato fisicamente negli stabilimenti AURIMAT messicani ....fino al famoso incendio del 1971 che costrinse la MATTEL ha spostare anticipatamente la produzione ad Hong Kong .  la CIPSA esisteva già e produceva  su licenza MATTEL sia Major Matt Mason che Barbie ....quindi entrambe le ditte usavano i suddetti stabilimenti AURIMAT .....probabilmente avevano ambienti lavorativi / settori e personale distinti pur essendo negli stessi impianti .....perchè il Big Jim ALL STAR del 1971 Made in mexico è qualitativamente eccellente ,segue gli standard MATTEL e non ha nulla a che spartire con le mediocri figure CIPSA .  

La MATTEL a quanto mi risulta non produceva fisicamente nulla negli Stati uniti ....vi ha solo la sede Manageriale e creativa , gli uffici amministrativi , i designer e gli sculptor per lo sviluppo dei prodotti e la prototipazione degli articoli......la produzione vera e propria la impiantava dove aveva i costi minori di manifattura.

Io credo che la CIPSA , essendo una piccola realtà dipendente dal colosso Americano , non potesse sottrarsi dalla stessa strategia aziendale.

A quanto ho letto mi risulta anche che in Europa in quegli anni MATTEL avesse svariate sedi .... Germania , Italia , Francia ,Olanda e anche Portogallo  , a tal proposito  vorrei porre l'accento su quanto le due ditte fossero in strettissime relazioni commerciali più di quanto immaginiamo ...... il Caso "Captain Drake" ......personaggio pirata uscito nel 1978 , quindi solo in Europa . (negli USA big jim scomparve già nel 1977)
Zorak della CIPSA è uscito precedentemente a Captain Drake .....eppure non ha il volto dello ZORAK PACK USA ....ma ha il volto con teschio di captain Drake ......MATTEL copia dalla ditta subalterna Messicana ? ....la cosa mi fà pensare e conferma che anche i prodotti esclusivi CIPSA fossero legati alle attività produttive Europee della MATTEL .....certo Hong Kong aveva costi più alti ma MATTEL non li temeva perchè fatturava miliardi di dollari con le produzioni ad Hong Kong.....il Portogallo è comunque molto più vicino agli Stati Uniti che non la Cina....quindi forse costi più abbordabili per la CIPSA ....e magari anche con qualche piccolo aiuto della MATTEL , visto che parte dei profitti li doveva comunque alla ditta Americana che gli concedeva in licenza lo sfruttamento degli stampi di Big Jim quindi vi erano interessi comuni sull'andamento del mercato delle ditte affiliate.
Altro indizio sulla simbiosi MATTEL / CIPSA ......la serie James Bond 007 ....che tutti chiamano CIPSA ....mentre è scritto chiaro e tondo sulla scatola che è MATTEL (ma sul laterale vi è scritto manufactured by Aurimat , MEXICO)  .
Bene , prendiamo la figura del professor OBB della serie James Bond 007 .... abbiamo detto che è MATTEL  .....ma dietro la schiena sul pulsante che dà il colpo di karate vi è ancora l'impronta "limata" del logo CIPSA ed in più ha le sfere e non gli elastici come il Prf. OBB Made in Hong Kong  .....quindi pensate un pò ....MATTEL usa nel 1982 i vecchi stampi CIPSA per produrre la serie SPY versione Messicana in Messico usando ciò di cui disponeva ancora negli  stabilimenti AURIMAT in cui operò in precedenza la CIPSA.

Come dice David una risposta assoluta non l'abbiamo ..... ma c'è sempre la speranza di scoprire qualcosa in più .
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  bluesangel il Mer 28 Feb 2018, 20:41

Grazie delle belle ed esaudtive risposte David e Fabrizio... in un terreno ostico come il mercato latino americano avere dei chiarimenti fa davvero piacere.
Unico dubbio: al momento esiste solo doctor Drago che è stato fatto in portogallo?
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  daredavid il Gio 01 Mar 2018, 20:31

bluesangel ha scritto:Grazie delle belle ed esaudtive risposte David e Fabrizio... in un terreno ostico come il mercato latino americano avere dei chiarimenti fa davvero piacere.
Unico dubbio: al momento esiste solo doctor Drago che è  stato  fatto in portogallo?

di nulla...  cmq mi fa piacere che il tuo unico dubbio sia solo quello...eheheh io ne avrei ancora un altro paio... ma rischiamo di andare OT...va bhe uno lo esterno perchè veramente me lo chiedo da quanto ho scoperto l'esistenza della serie 007.
Perchè in Messico si e da noi in Europa no? Con addirittura il volto del "nostro" 004, lì 007, somigliante all'allora 007 Roger Moore? Non avrebbe avuto un enorme successo anche da Noi? scratch
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  Capitano.Azione il Ven 09 Mar 2018, 21:01

Se può esservi utile, so con certezza che Ideal e Mego, per vendere negli anni '60 e '70 in Messico, usavano aziende locali, perchè le politiche commerciali di quello stato non permettevano a società estere di vendere con profitto sul territorio avendo una tassazione dei prodotti sopra il 40%. Da quanto ne so, Cipsa era solo per il mercato messicano, come Lili Ledy e diverse altre.
Aurimat non è altri che la fusione di Mattel con Auriga Plásticos S.A. de C.V..

Vi riporto qui la storia di Aurimat:
Nel 1981, l'uomo d'affari messicano Federico Valdes, proprietario e fondatore di Auriga Plastics (1969), ha deciso di entrare anche il settore dei giocattoli, per la creazione di una nuova società denominata Aurimat. A quel tempo, il leader del settore era Lili Ledy (1956-1985), che ha avuto un catalogo vasto e variegato, con due linee distinte: una per le ragazze (Lili) e bambini (Ledy). Nella prima, hanno evidenziato le bambole estremamente popolari come Lagrimitas, Fabiola o Lili; nel secondo, l'Uomo nucleare, gli avventurieri Azione (GI Joe messicani, sotto licenza di Hasbro) o figure di Star Wars (su licenza di Kenner). Questi sarebbero una delle grandi conquiste della Lili Ledy, soprattutto dal 1982, quando ottiene anche la licenza per produrre e commercializzare figure 10 centimetri.

Fino ad allora, decenni di protezionismo statale avevano segnato lo sviluppo industriale in Messico. La produzione nazionale è stata protetta da dazi pesanti sulle importazioni, o addirittura vietare l'importazione di alcuni prodotti. Messico dovrebbe produrre ciò che hanno consumato. Nel campo dell'industria del giocattolo, queste condizioni hanno impedito le grandi multinazionali statunitensi sbarcati nel mercato messicano. L'unica opzione a sinistra è stato quello di licenze anche condizionato gran parte della produzione si svolgerà in terra messicana. Per questo motivo, era comune per i prodotti concessi in licenza fabbricati in Messico non erano uguali a quello originale. Attualmente, alcuni di questi giocattoli anni Settanta e Ottanta sta commerciando sopra l'originale Mattel, Hasbro, etc. Questo è il caso, ad esempio, una cifra di Star Wars Kenner mai costruito negli Stati Uniti, e sì Lili Ledy in Messico, Tusken, che raggiunge cifre astronomiche ogni volta che una copia viene messo in vendita.

Ma torniamo al Aurimat. I suoi leader decidono di imitare la strategia seguita da Lili Ledy e altre aziende di giocattoli messicano di diventare giocattoli licenza grande successo in altri paesi, soprattutto negli Stati Uniti. Al suo arrivo presso la Presidenza del Messico Miguel de la Madrid nel 1982, che introdurrà misure neoliberiste nell'economia, facilitare le cose Aurimat; ma anche aprire la strada per l'ingresso graduale di alcune multinazionali straniere. Mattel non esiterà ad approfittare rapidamente di questa apertura e in confluenza con gli interessi della Aurimat essere fatto in fretta una lacuna nel mercato dei giocattoli messicano e quindi competere con Lili Ledy, entrambi firmati un'alleanza commerciale, attraverso questi ultimi a diventare qualcosa come suo rappresentante in Messico. Dal 1983, Aurimat cominciano a produrre e commercializzare alcuni giocattoli Mattel di successo, come Hot Wheels, i Masters of the Universe (i padroni dell'universo messicano) o, naturalmente, nuova Barbie. Oggi, il Messico rimane uno dei mercati più importanti per Mattel, che occupa una posizione dominante.

Lo stesso giorno il fondatore Auriga Plastics registra Aurimat marca, registra anche lo stesso tipo chiamato Mattoy. Il fatto che entrambi i marchi avevano appena iniziato con Mat o potrebbero indicare che è stato creato l'accordo tra Federico Valdes e Mattel in precedenza esisteva a Aurimat. O, ciò che è lo stesso, che Aurimat nasce da tale accordo.



E qui quella di Mattel:
Mattel was founded in 1945 by Elliot and Ruth Handler. The youngest of ten children of Polish immigrants, Ruth was a secretary for Paramount Pictures in Los Angeles when she married Elliot Handler, an industrial engineer. Handler started out designing light fixtures but soon began making furniture to sell out of his garage. The business attracted four partners and quickly rose to become a $2 million enterprise making giftware and costume jewelry. By 1945 Elliot Handler grew restless and wanted a new business approach to remain competitive in the fast-changing postwar world. Handler's plans led to a dispute with his partners and he sold his interest in the company at a loss. Meanwhile, also in 1945, Ruth hooked up with an old friend, Harold "Matt" Matson, and they started Mattel Creations, with Elliot designing products. The name Mattel was formed by combining Matson's last name with Handler's first name. Ill health soon forced Matson to sell out.

Mattel first entered the picture frame business using scrap plastic and wood. With the leftover wood slats and plastic, Elliot Handler designed dollhouse furniture. Ruth Handler formed a simple sales organization, and the company was off to a winning start. In its first year the company pulled in $100,000, netting $30,000.

The Handlers had little business experience and even less capital, but the demographics of a baby boom plus a virtual toyless marketplace immediately after World War II gave them a unique opportunity to make their mark. Even so, it took a couple of years to see profits. In 1946 another low-cost line of molded furniture with meticulous detail put the Handlers out of the doll furniture business. Because of their introduction of a "birdy bank" and a "make-believe makeup set," however, they managed to break even, and in the following year the Handlers introduced the first in a long string of hits in the toy industry. The "Uke-A-Doodle," a miniature plastic ukelele, was an immediate success and drew large orders. In 1948 the Handlers introduced another hit—a new all-plastic piano with raised black keys. Although a winner, the company lost ten cents for each piano it sold because of quality problems relating to the die-cast sound mechanism breaking loose from the plastic.

These early business experiences taught the Handlers some poignant lessons in avoiding obsolescent products, ruinous price competition, poor cost control, and product quality problems. They realized that a successful business had to produce unique and original products of superior quality and strength that could not be copied easily by competitors.

The company incorporated in the state of California in 1948. At the same time the Handlers and an outside inventor began developing a music box employing a unique mechanism. A shortage of capital and the refusal of banks to gamble on the struggling young firm put the project on hold. With a $20,000 loan from Ruth Handler's brother-in-law, however, Mattel completed the project and produced another winner. As Elliot Handler later recalled, "Our music box had a patented mechanism which had continuous play value because it operated only when the child turned the crank. It was different, it was well-made, and because we were able to mass-produce it, the price was lower than the imports." By taking an Old World idea and adapting it to modern production techniques, the Handlers beat out their Swiss competition, which up to then had dominated the domestic market for music boxes.

The success of the music box taught the Handlers a few other lessons. First, they discovered that child participation was essential for any quality toy; children should be able to interact with a toy and want to play with it often and for extended periods of time. Second, the Handlers recognized that a toy with lasting appeal is preferable to short-lived faddish products and can serve as a basis for other toys to follow.

Innovation, Diversification, and Success:
Mattel reached several important firsts in 1955. Sales climbed to $5 million; the company introduced another hit, Burp Guns; and the Handlers decided to take a gamble that would change the toy business forever. In what seemed a risky venture, the Handlers agreed to sponsor a 15-minute segment of Walt Disney's Mickey Mouse Club on the ABC television network. The Handlers signed for 52 weeks at a cost of $500,000, equal to Mattel's net worth at the time. Up until this time, toy manufacturers relied primarily on retailers to show and sell their products and advertising occurred only during the holiday season; never before had a toy company spent money on advertising year-round. With television, however, toys could be marketed directly to children throughout the country. Thus with the slogan, "You can tell it's Mattel, it's swell," the Handlers began a marketing revolution in the toy industry that produced an immediate payoff. The company sold many toy Burp Guns and made the Mattel brand name well known among the viewing audience.

In 1957 the company, exploiting the popularity of television westerns, introduced toy replicas of classic western guns and holsters. From the basic Burp Gun mechanism, Mattel developed the "Fanner 50" western pistol and a toy version of the Winchester rifle, complete with ejecting bullets. Mattel's sales reached $9 million and the following year hit $14 million. Then in 1959 Mattel made toy industry history with the introduction of the Barbie doll, the best-selling toy of all time. The idea for the doll originated with Ruth Handler, who had observed that their daughter favored adult-looking paper dolls over baby dolls. So the Handlers set to work designing a teenage fashion model doll and, despite a cool reception at the 1959 New York Toy Fair, the result was a smash hit, propelling Mattel into the national spotlight. Barbie, the famed doll named after the nickname of the Handlers' own daughter Barbara, soon prompted the founding of official fan clubs across the United States, which by 1968 had a total membership of about 1.5 million. Mattel marketed Barbie as an insatiable consumer of clothes and accessories, which were sold separately. In 1961 the company provided her with a boyfriend, the Ken doll.

After the phenomenal success of Barbie, Mattel entered the competitive large doll market in 1960 with another winner, Chatty Cathy, the first talking doll. That year Mattel made its first public stock offering, and by 1963 its common stock was listed on the New York Stock Exchange (NYSE). Mattel's sales skyrocketed from $26 million in 1963 to more than $100 million in 1965, due in part to the expansion of the Barbie line with Ken (named after the Handlers' son), Midge, and Skipper; Christie, an African American doll, debuted in 1968.

Throughout the 1960s the company continued to introduce popular toys: Baby First Step (the first doll to walk by itself), live-action dolls with moving eyes and mouths, See 'N Say talking educational toys, the Vac-U-Form machine, and an entire line of Thingmaker activity toys, including Creepy Crawlers, Fun Flowers, Fright Factory, and Incredible Edibles. Another spectacular hit, Hot Wheels miniature model cars, was introduced in 1968, which proved to be a pivotal year for Mattel as a host of its products dominated the market, including its original toy music boxes, which had sold more than 50 million. The company reincorporated in Delaware, and by the end of the decade it was the world's number one toy maker.

During the 1960s the company began aggressively diversifying its operations into a worldwide enterprise with a host of acquisitions: Dee & Cee Toy Co. Ltd. (1962); Standard Plastic Products, Inc., Hong Kong Industrial Co., Ltd., and Precision Moulds, Ltd. (1966); Rosebud Dolls Ltd. (1967); Monogram Models, Inc. and A&A Die Casting Company (1968); Ratti Vallensasca, Mebetoys, Ebiex S.A., H&H Plastics Co., Inc., and Metaframe Corp. (1969).

Company Perspectives:
Mattel's management has articulated its overall company vision: The World's Premier Toy Brands—Today and Tomorrow. Management set five key company strategies:
(1) improve execution of the existing toy business;
(2) globalize the brands;
(3) extend the brands;
(4) catch new trends;
(5) develop people.

At the dawn of the 1970s, Mattel still was gobbling up other companies, such as Ringling Bros., Barnum & Bailey Circus and others. But the good times soon soured. In 1970 Mattel's plant in Mexico was destroyed by fire, and the following year a shipyard strike in the Far East cut off its toy supplies. To maintain the appearance of corporate growth, Seymour Rosenberg, executive vice-president and chief financial officer, fixed the books by reporting orders as sales, although many of the orders had been canceled and shipments had not been made. For two years Mattel issued false and misleading financial reports, until 1973, when the company reported a $32 million loss just three weeks after stockholders had been assured that the company was in sound financial condition. Mattel's stock plummeted and the Security and Exchange Commission (SEC) stepped in to investigate. Before Judge Robert Takasugi of the federal district court in Los Angeles, Ruth Handler and Rosenberg pleaded no contest to the SEC charges.

In 1974 Rosenberg was fired, the banks pressured the Handlers to resign, and the court ordered Mattel to restructure its board so that its majority would be company outsiders. In addition, the court fined Ruth Handler and Rosenberg each $57,000 and gave them 41-year sentences, which were suspended on the condition that they both performed 500 hours of charitable work annually for five years. Finally, in 1980 the Handlers cashed in most of their Mattel stock, ending their involvement in the company they had founded. Comprising approximately 12 percent of the company, the stock was worth about $18.5 million. Ruth Handler then went on to start Nearly Me, a company producing prosthetic breasts for mastectomy patients.

A new management team under Arthur S. Spear, a Mattel vice-president, replaced the Handlers in 1975 and by 1977 the company had returned to profitability. By 1980 Mattel was running a slew of other businesses, including the Ringling Bros., Barnum & Bailey Circus; Shipstad & Johnson's Ice Follies; Western Publishing, the largest publisher of children's books; and an entire line of electronic toys, most notably Intellivision video games.

Yet, unfortunately, Mattel stumbled badly for much of the 1980s. Many of the company's business acquisitions turned out to be unprofitable and had to be sold. Further, a big slump in video game sales in the early 1980s drove Mattel out of the video game business with a $394 million loss for 1983, putting the company on the edge of bankruptcy. Mattel might have gone under if the New York venture capital firms E.M. Warburg, Pincus & Co., and Drexel Burnham Lambert had not stepped in with $231 million in 1984 to save the company from the video game debacle. Still, in 1985 the company fell behind Hasbro, Inc. as the world's largest toymaker.

A New Direction: 1987–92
By 1987 Mattel suffered a $113 million loss when the market for its Masters of the Universe toy line for boys evaporated. As a result of Mattel's troubles, its stock plummeted from 1982's peak of $30 per share to just $10 per share in 1987. But the company's fortunes took a dramatic upswing when John W. Amerman, who had joined the company in 1980 as head of the international division, was named chairman. Under his direction the division's sales had quadrupled, far outpacing the profitability of Mattel's domestic operations. In his new role, Amerman moved quickly to cut Mattel's overhead by closing 40 percent of the company's manufacturing capacity, including plants in California, Taiwan, and the Philippines. He slashed the payroll by 150 at Mattel's corporate headquarters in California, saving an estimated $30 million annually. Mattel also refinanced highcost debt and curbed advertising costs.

Amerman turned the company around by focusing on core brand names with staying power, such as Barbie and Hot Wheels, and by making selective investments in the development of new toys. One such selection was the re-emergence of Disney toys, due to a chance meeting in Tokyo, which, starting in 1988, gave Mattel licensing rights for a new line of infant and preschool plush toys. Renewing its collaboration with Disney proved more than serendipitous for Mattel, as their union in the 1990s would prove far more advantageous than Amerman ever imagined.
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  daredavid il Sab 10 Mar 2018, 15:40

Grazie del contributo...
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  bluesangel il Dom 11 Mar 2018, 13:48

Grazie! Interessantissimo. Possibile che non vi sia modo di trovare documenti fotografici delle ditte di produzione mattel.... o congost... o cipsa... insomma nulla di nulla...
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  Capitano.Azione il Lun 12 Mar 2018, 22:35

Valley Boulevard & Stimson nella City of Industry, Los Angeles.





Adesso ci trovate nello stesso stabile, rinnovato, la Super Care Health. Quello stabilimento ha fatto produzione per la Mattel sino agli anni '80, dopodiché è stato dismesso.
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  bluesangel il Lun 19 Mar 2018, 15:55

si, ma questa è barbie. Qualcosa su Big Jim , so che è difficile reperire filmati d'epoca però sicuramente c'è qualcosa...c'è qualcosa di tutto se la si cerca bene..... impossibile che non vi sia almeno uno straccio di foto delle catene di montaggio con sopra pezzi di big jim
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  bluesangel il Lun 19 Mar 2018, 15:56

comunque grazie capitano d'azione, il procedimento dovrebbe essere in parte simile anche per big jim..intessantissimo filmato
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  Capitano.Azione il Ven 23 Mar 2018, 20:39

Non saprei, questi sono i filmati che avevo e che trovi anche con Google. Ne ho altri simili ma in nessuno Big-Jim.
Ricordo tanti anni fa di avere visto un documentario dove parlavano di vecchie produzioni di giocattoli e vidi sulla catena di montaggio dei pezzi di Big-Jim, ma non ricordo proprio che documentario fosse. Ricordo che gli operai fossero asiatici, perciò penso Hong-Kong.
So che la fabbrica italiana a Oleggio Castello assemblava i Big-Jim ma si parla già di fine anni '70.
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  bluesangel il Dom 25 Mar 2018, 11:02

Capitano questa si che è una notiziona! Per quanto ne so io te sei il primo che almeno ricorda di aver visto un filmato di big jim su catena di montaggio!
Ti ricordi altri particolari anche minimi di quel filmato? Era su you tube, su pagine web orientali...magari anche una parola chiave per poter risalire ad esso...
Allo stabilimento italiano ci si dovrebbe andare...o almeno provare ad entrare..ma ci vogliono conoscenze e chi ce l'ha...credo...se le tiene ben strette
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  Fab Jim il Dom 25 Mar 2018, 23:54

bluesangel ha scritto:Capitano questa si che è una notiziona! Per quanto ne so io te sei il primo che almeno ricorda di aver visto un filmato di big jim su catena di montaggio!
Ti ricordi altri particolari anche minimi di quel filmato? Era su you tube, su pagine web orientali...magari anche una parola chiave per poter risalire ad esso...
Allo stabilimento italiano ci si dovrebbe andare...o almeno provare ad entrare..ma ci vogliono conoscenze e chi ce l'ha...credo...se le tiene ben strette

Gian lo stabilimento italiano non esiste più , inteso come fabbrica.....la chiusura con una 70 ina di licenziamenti ha fatto abbastanza notizia mi sembra verso il 2005 .
Il tutto è stato adibito ,sembra, ad outlet MATTEL ....è aperto al pubblico per la vendita diretta a prezzi scontati dal 50 al 70% di esemplari di fabbrica ma con piccoli difetti.
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  bluesangel il Lun 26 Mar 2018, 18:25

Si lo so che lo stabilimento italiano esiste ad oggi solo come outlet..
Però mi riferivo alla gente che ci lavora... potranno avere dei contatti con chi ci lavorava...oppure ci sarà qualche archivio cartaceo ancora oggi esistente che magari conservano ancora alla fabbrica italiana...
Non li so ma se hanno trovato testimonianze scritte anche di faraoni egizi vuoi che qualcosa in più di quello che abbiamo oggi su big jim non esista ancora?
Certo che bisognerebbe avere dei contatti ( conoscenze) ma magari un operaio che ci lavorava e che adesso mi immagino in pensione potrebbe essererci e magari anche disponibile a parlarci di come producevano in Italia big jim
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Re: cipsa e congost made in?

Messaggio  Capitano.Azione il Lun 26 Mar 2018, 19:25

Riguardo il documentario, parlo di parecchi anni fa, internet non esisteva ancora, lo vidi in tv. Ricordo solo che il documentario era incentrato sulla costruzione dei giocattoli riguardanti i robot giapponesi e mentre scorrevano le immagini, in una catena di montaggio si vedeva molto bene la presenza di Big-Jim. Magari solo un'errore di regia che ha mischiato diversi filmati, tipico di quando devi fare servizi in fretta o non hai perfetta conoscenza di ciò che stai documentando.
Lo stabilimento Mattel di Oleggio è stato completamente smantellato intorno il 2008. Rimase solo un piano della palazzina di ingresso come outlet, ma dubito sia ancora funzionante. Ci andai anni fa, sperando di poter mettere mano su qualcosa, ma a parte Barbie trovai più che altro macchinine.
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